Indignati a Roma, ragioni e musica

▇ Era proprio necessario "sonorizzare" con musiche guerresche e tonalità trionfali i filmati delle devastazioni di ieri pomeriggio a Roma ad opera dei black bloc? Già avevamo assistito ad una mezza assemblea inscenata, da Lucia Annunziata su Rai 3, a cavallo di uno studio televisivo luccicante e un ex cinema malridotto della periferia romana. Nella trasmissione In mezz'ora abbiamo dovuto sorbirci, così, il repertorio intero delle espressioni gergali del "movimento" con le sue "dinamiche complesse". E la gara su chi risultava più incomprensibile, tra studio televisivo ed ex cinema, l'ha vinta a mani basse Annunziata. «Conosce tre lingue e non ne parla nemmeno una», scrisse, perfido, su la Repubblica Curzio Maltese quando la Lucy nazionale era presidente della Rai.
Oggi la conduttrice ha superato i suoi consueti attorcigliamenti lessicali — che fanno torto, purtroppo, al suo indiscusso acume interpretativo, riconosciuto da tutti. E noi telespettatori abbiamo cominciato a capirci qualcosa solo quando il giovane ricercatore, così familiarmente coinvolto dallo studio nelle astrattezze iniziali, s'è deciso finalmente a parlare delle buone ragioni concrete (lavoro, scuola, tasse, beni comuni) di una generazione che, finalmente, non ci sta più a restare zitta. E merita di avere in cattedra — ammesso che ne abbia davvero bisogno — migliori maestri di ...comunicazione. A quel punto, però, la mezz'ora della trasmissione era già finita. Anzi no, mancavano ancora le sonorità gladiatorie.
(domenica 16 ottobre 2011)


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