Vibo, le case sulla frana

▇ Chi pensa che i disastri ambientali insegnino qualcosa, si ricreda. Quel che ci porta a vedere la Guardia di finanza in località Cancello rosso a Vibo Valentia sarebbe arduo raccontarlo senza telecamera (il video è allegato a questo post). Qui un intero quartiere è costruito su «una frana larga ottocento metri e profonda ventotto», ci spiega Carlo Tansi, geologo del Cnr. E viene giù. Le persone, a migliaia, continuano ad abitare interi condomini fino a otto piani. Le pareti sono lesionate e alcuni palazzi addirittura inclinati.
Scendendo verso valle, in contrada Sughero e Zufrò incappiamo in abusi e violenze al territorio senza tregua. Fra le case abusive o costruite in difformità alla licenza edilizia, ci sarebbe anche un villone di un ex procuratore della Repubblica. Anch'esso sotto frana. Ce lo racconta — incredibilmente, a mo' di alibi — un vigile urbano in pensione: ha costruito in difformità anch'egli, e lo rivendica. Mentre il nuovo capo della Procura, Mario Spagnuolo, in carica da tre anni, cerca di correre ai ripari. Ha riaperto i fascicoli sull'alluvione del 3 luglio 2006 che fece tre morti. Nel primo processo, gli imputati furono tutti assolti.
A Vibo Marina, a poche centinaia di metri dalla costa tirrenica, lo spiazzo colmato dal fango di cinque anni fa è occupato oggi dal complesso «Santa Venere» realizzato in zona esondabile a rischio idraulico. Palazzoni destinati al mercato estero, ci raccontano gli inquirenti dell'operazione "Golden house" che li hanno sequestrati.
No. Drammi e disastri non insegnano nulla. E il peggio può ancora arrivare, coi mutamenti climatici in corso, l'estremizzazione dei fenomeni atmosferici e l'intensificazione delle piogge — come abbiamo visto disastrosamente questa settimana in Liguria e in Toscana. Nel Vibonese, in Calabria, «le piogge torrenziali stanno avvenendo soprattutto nei mesi estivi», osserva, carte alla mano, Roberto Cascarelli, ricercatore del Cnr di Cosenza. Eppure si continua a costruire, come se nulla fosse.


(sabato 29 ottobre 2011)

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