Non c'è Letta, c'è Passera

La squadra dei ministri
▇ Non c'è Gianni Letta, e non c'è Giuliano Amato. Halleluja, anche senza le note di Hendel. Fra i ministri nominati dal neo presidente del Consiglio Mario Monti — che giurano oggi nelle mani del capo dello Stato Napolitano — ci è stato risparmiato il braccio destro del Cavaliere. E anche il braccio destro di tanti altri: da Craxi a D'Alema; sempre in pista, «riserva della Repubblica» a vita. Se una stagione nuova deve cominciare, che cominci senza troppe scorie del passato. Ci bastano i debiti. Fatti e da pagare.
C'è, invece, nella lista, Corrado Passera. Con un dicastero «rafforzato»: allo Sviluppo economico, alle Infrastrutture, ai Trasporti. Deve rimettere in moto la macchina produttiva, spendendo bene i pochi soldi a disposizione. Coi soldi, sappiamo che lui ci sa fare. Nella vendita di Alitalia — lo ricorderete — da advisor doveva valutare le offerte in campo. Si accomodò con imperio e mise in sicurezza, anzitutto, i crediti che la sua banca vantava dal patron di Air One. Carlo Toto, insomma, era pieno di debiti fino al collo proprio con Passera. E Passera si preoccupò di recuperarli tutti.
L'allora amministratore delegato di Banca Intesa doveva fare l'arbitro fra i pretendenti (vi ricordate le offerte di Air France, a cui forse, da ministro, fra un anno dovrà rivendere la compagnia di bandiera rimettendoci soldi pubblici?). «Certificò» ch'era giusto respingere lo straniero e unificare le due società, Alitalia ed Air One. E caricare così sulla «bad company», cioè sullo Stato italiano, anche i debiti di Toto, vendendo la «good company», quella con la polpa, alla cordata di Roberto Colaninno. Di cui — manco a dirlo — divenne socio. Quando si dice «conflitto d'interessi»! E così, aggiunti al miliardo di Alitalia, i debiti dell'ex patron di Air One li stiamo pagando noi. Tre miliardi di euro abbondanti, in tutto. Caricati sulle nostre spalle. Lui, invece, i soldi (e gli utili) di Banca Intesa li mise in salvo. A nostre spese, ça va sans dire.
Il cacciatore, Passera l'ha — dunque — saputo fare. Saprà fare, ora, anche il guardiacaccia per conto di tutti noi? Dovrà decidere, ad esempio — da superministro e da azionista della Ntv, Nuovo trasporto viaggiatori —, sul treno veloce della società di Della Valle e Montezemolo, concorrente delle Ferrovie dello Stato. Delle Fs il ministero dell'Economia è azionista unico. E su di esse Passera ha poteri di vigilanza. Un bel groviglio, che ne dite?
(mercoledì 16 novembre 2011)


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