Fiumi in scatola

▇ Fino a mezz'ora fa, per tutto il giorno abbiamo filmato i cittadini di Saponara, in provincia di Messina, a spalar fango. Persone che hanno perso tutto in un batter d'occhio. 380 millimetri di pioggia in otto ore, un terzo di tutta l'acqua che qui, davanti alle Eolie, viene giù in un anno intero.
Precipitazioni eccezionali, non c'è dubbio. Clima mutato, è oramai ben chiaro. Poi scavi attorno alle storie e scopri che c'è altro. La collina franata sulla casa che ha ucciso padre e figlio, portandosi via un bambino di dieci anni (foto Ansa qui sopra), non era più curata. Il contadino che l'accudiva è morto da un paio d'anni. Nessuno ha preso il suo posto.

Ti sposti di qualche chilometro verso Palermo, sempre lungo il Tirreno, e scopri che a Barcellona Pozzo di Gotto il torrente Longano è stato tombato nel cemento. Sul suo letto c'è ora un vialone trafficato dalle auto, davanti al Municipio.
È un gigantesco scatolone di cemento armato che scorre per centinaia di metri all'altezza dei tetti delle case. Sommerse, guarda un po', dal fango straripato dalla scatola. «Me lo aspettavo da 40 anni», mi racconta un vecchio signore appoggiato ad una ringhiera. «Era inevitabile che accadesse, ed è accaduto».
Non è tutta colpa della pioggia eccessiva quel che ci tocca raccontare. Non lo è affatto. Ricordiamocelo bene. Anche dopo aver finito di spalare quest'altro fango e seppellire questi ultimi morti.
(venerdì 25 novembre 2011)


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