«Non sarà sempre così, vero?»

▇ «Non sarà sempre così, vero?», ha domandato, cortese e fermo, il professor Mario Monti ai cronisti che lo aspettavano davanti alla porta della chiesa dov'era andato ieri mattina a seguir messa con la moglie (nella foto accanto). Mi si è aperto il cuore, nella speranza che — d'ora in poi — un politico si sottragga gentilmente, col sorriso sulle labbra, alla muta di microfoni e telecamere che lo assediano. Anzi, che non ci sia più la muta.
Mario Monti, mattinata tra chiesa e palazzo Giustiniani " Monti  vuole il 2013 e politici nel governo"    vd    Bossi diserta Roma e  riapre parlamento padano
I giornalisti da «braccaggio» sono forse una delle eredità più incivili, sul versante informativo, del «ventennio breve» chiuso sabato sera con l'Halleluja di Hendel, sotto il Quirinale. Dovremmo lasciarci rapidamente alle spalle anche questa. Inaugurata da Iene e Striscia la notizia — editi, guarda un po', dalla "casa" del bon ton —, è diventata un'abitudine di massa per chiunque detenga un microfono, una telecamera, un registratore. Armi da brandire fin sotto il naso, per estrorcere qualunque cosa.
Un «giornalismo a strascico» da cui non si tira fuori — quasi mai — niente più che una battuta estemporanea, buona, qualche volta, ad alimentare il battibecco di giornata, il bla bla che nausea tutti. Un degrado della politica parlata, trainato da «microfono selvaggio». Vi è mai capitato di vedere qualcosa di analogo in altri paesi civili?
Dappertutto, i politici (oppure un industriale, o un sindacalista) passano davanti alla postazione di fotografi e cameramen — dotati, quasi tutti, di boom, un microfono a braccio lungo, per raccogliere la voce dell'interlocutore, senza stargli fisicamente addosso. Se l'interlocutore ha qualcosa da dire si avvicina e parla. Se vuole rispondere a qualche domanda, si avvicina e risponde. Se passa dritto, parla il suo silenzio. Da noi, no. C'è l'assedio. Ed è la rincorsa strampalata alla risposta qualsiasi a diventare — spesso — l'oggetto stesso del servizio (giornalistico?). Eppure, quasi tutti gli inseguiti — o i pavoni da strapazzo, eccitati dalla selva attorno — dispongono di portavoce e uffici stampa. Costa tanto prendere un appuntamento e registrare qualcosa di sensato?
Quel «non sarà sempre così, vero?» pronunciato ieri mattina dal presidente del Consiglio incaricato, fa ben sperare. Chissà che non cominci pure così un'altra stagione. Anche per l'informazione (benché ne dubiti).
(lunedì 14 novembre 2011)


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