«I tabulati!»

▇ «I tabulati! Datemi i tabulati!», ha urlato, livido d'ira. Il verdetto sul tabellone elettronico di Montecitorio era stato implacabile. Doveva individuare subito gli «8 traditori», come aveva appena annotato sull'oramai celeberrimo fogliettino. E la più lesta a porgerglieli è stata lei, Laura Ravetto. Seduta un banco appena sotto il suo, fra gli scranni del governo, è lì apposta per quello. Sottosegretario ai Rapporti con il parlamento, l'aveva nominata Berlusconi ai primi del 2010. Un posto-premio, guadagnato sul campo, da responsabile Comunicazione del Pdl.
Sorriso sicuro e fede incrollabile nelle virtù del Capo, la pupilla bionda del Cavaliere è assidua frequentatrice dei salotti televisivi. Mai un dubbio, un cedimento dialettico. Negare, se del caso, anche l'evidenza. E scrollare la testa alle affermazioni degli avversari, come prescritto nel kit del parlatore televisivo, messo a punto — pare — dallo stesso comandante in capo. Attrezzata di sorrisetto sardonico d'ordinanza, l'avvocato cuneese batte, in questo, anche la Gelmini. O Lupi, il dobermann di Comunione e Liberazione con la faccia da bravo ragazzo.

Le partecipazioni della Ravetto a Ballarò restano memorabili. «Floris ha creato un mostro», ci scherzò su una volta Crozza, dopo una sua comparsata. «Onorevole, deve mettere via il telefonino; crea problemi alle telecamere», l'aveva redarguita un'altra volta, col sorriso a denti stretti, il conduttore della trasmissione. E lei, di rimando: «Non è un telefonino, è un black berry» (il video è qui sopra). Col che spiazzò tutti. Non si capì più se ridere o piangere.
A 40 anni, e con un'unica «luce» politica conosciuta — quella azzurrina dei teleschermi, visti o frequentati — per la deputata della Granda le parole da seguire sono solo quelle che si irradiano da 'lassù'. È Lui, Iddu il verbo. Se poi sei anche baciata dalla buona sorte, e ricopri un bell'incarico di governo, non c'è alcun bisogno di usare la testa, e dubitare che qualche critica possa essere persino meritata. Così va il mondo politico oggi. Nell'epoca dei nominati, le savane parlamentari sono battute oggi da giovani leoni (e leonesse) — si fa per dire — di questo pelo.
Berlusconi passa: forse è la volta buona. Loro restano. Chissà ancora per quanto.
(mercoledì 9 novembre 2011)


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