Barricate verdelega


Meglio prendere uno di due, o accontentarsi di niente? Chiedo scusa per la banalità della scelta, ma l'obiezione fiscale, annunciata dagli oltranzisti della Lega Nord contro la nuova Ici sulla prima casa (l'Imu voluta da Bossi), ci costringe anche a questo. A fare i cosiddetti «conti della serva», al posto degli amministratori del Carroccio che ci troviamo alla guida di non poche nostre città e di qualche nostra importante Regione.
I «federalisti alle vongole», come sono stati definiti più volte i Calderoli & C., s'erano acconciati a togliere ai Comuni l'unica tassa realmente federalista a vantaggio degli enti locali presente nel pur grande paniere di balzelli d'ogni tipo. Bisognava accontentare il loro socio politico. Che aveva vinto le elezioni del 2008 a man bassa, con la trovata di fare uno sconticino sull'abitazione di lusso anche ai suoi sodali milionari (Prodi aveva già esentato dal pagamento della tassa i redditi più bassi).
D'altronde, mentre i suoi colleghi dichiaravano guerra aperta alla reintroduzione dell'Imu — da spartire a metà, d'ora in avanti, tra Stato dissestato e Comuni boccheggianti — il sempre esplicito eurodeputato leghista Matteo Salvini ieri, a "L'Infedele" di Gad Lerner, l'ha detta papale papale: «Quando eravamo al governo non bisognava chiedere soldi sulle frequenze tv perché Berlusconi aveva i suoi interessi».
E così tre o quattro miliardi di euro, di uno Stato sull'orlo del fallimento, sarebbero stati regalati agli editori televisivi, in primis Mediaset, in un colpo solo, per non disturbare gli interessi di Berlusconi. E l'unico introito certo dei Comuni era stato intanto tolto di brutto ai sindaci, per compiacere sempre lui. Con Calderoli & C. girati dall'altra parte. Grandi combattenti sempre, con lo spadone (cosiddetto federalista) o senza.

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