Firenze, non un giorno qualsiasi

imageFirenze s'è svegliata senza strilli. Mi riferisco alle locandine dei giornali nazionali. Attraverso la città di buon'ora. Nessuno ha messo il titolo d'apertura sulla strage al mercato di piazza Dalmazia, ieri all'ora di pranzo. Fossero stati bianchi, Diop Mor e Samb Modou, anziché senegalesi, i miei colleghi oggi avrebbero fatto lo stesso?
«Non c'è razzismo vero e proprio, ma non ci sono più valori umani». Chi l'ha detto? «Nessuno ti saluta quando esci di casa, gli italiani si stanno impoverendo e ci vedono come dei nemici perché non hanno più valori». Adesso è più chiaro? Forse no. È Mamadou a parlare, senegalese anche lui. Fa l'ambulante, come gran parte dei suoi amici.
Un'altra scena, ancora stamane. In un supermercato di periferia hanno abbassato le luci. Gli altoparlanti annunciano un minuto di silenzio. «Bisognerebbe avere momenti per riflettere anche in giorni normali, magari queste cose non succederebbero», ha detto una studentessa. No, non è affatto un giorno normale questo. Né a Firenze né altrove.

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