Le lacrime e il sangue

La manovra  : stretta a pensioni,   Irpef immutata     Monti: "Tagli a politica, trasparenza sui redditi"


▇ Con le lacrime della ministra del Lavoro e della Previdenza sociale in diretta mondiale, è chiaro a tutti chi pagherà il prezzo più iniquo. Cosa ci guadagnerà il bilancio dello Stato e l'economia del paese dal mancato recupero del costo della vita, per un pensionato che riceve tra 486 e (mettiamo) 1000 o 1500 euro al mese? Brutta storia.
La ministra Elsa Fornero, con la sua umanissima fragilità, ha reso intensa e toccante una conferenza stampa del governo sulla manovra «salva Italia» — come l'ha definita il premier Monti —, altrimenti più che gelida, già nei marmi sepolcrali della sala. Le sue lacrime restituiscono serietà e responsabilità ad una politica troppo spesso cialtrona e «cinematografica», come l'ha definita ieri spregiativamente il New York Times riferendosi alla stagione berlusconiana. Una Quaresima dopo il carnevale. Non cancellano, però, quelle lacrime, una plateale ingiustizia. Vissuta come tale dalla stessa ministra? Un'ingiustizia che sanguina, dalla carne viva delle persone normali. Quelle che fanno la spesa, badando al centesimo, tutti i giorni. Da oggi, con l'aumento dell'Iva anche sui beni di prima necessità.
Se il parlamento — nella conversione in legge del decreto — avesse forza e coraggio per correggerla, quel poco di buono che c'è nella manovra sarà più credibile. Qualcuno saprà provarci? Deputati e senatori che dovranno approvarla sono gli stessi di un mese fa, quando votavano ancora la fiducia a Berlusconi. Questo lo sappiamo. Ma almeno provateci, non dico ABC (Alfano Bersani Casini), quanto meno BDV (Bersani Di Pietro Vendola). Tagliate — in alternativa, a somma zero — qualche vero privilegio. O dovremo accontentarci delle lacrime della Fornero e del sangue dei pensionati?
■ (giovedì 4 dicembre 2011)



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