L'informazione, come l'acqua

▇ «L’informazione è come l’acqua, deve essere di tutti». Comincia così il manifesto «Riprendiamoci la Rai» lanciato dal sindacato dei giornalisti del Servizio pubblico radiotelevisivo. L’iniziativa nasce all’indomani della vittoria dei Sì ai quattro referendum di giugno. «È in quel momento che ci è venuto in mente che anche l’informazione della Rai doveva essere trattata alla stregua di un bene comune, come l’aria o l’acqua, un diritto fondamentale che la politica ha il preciso dovere di garantire ai propri cittadini», ha spiegato il segretario nazionale dell'Usigrai Carlo Verna, presentando l'iniziativa.


Primi firmatari del manifesto:
Valerio Onida (presidente emerito Corte Costituzionale)
Ferruccio de Bortoli (direttore Corriere della Sera)
Dario Fo (premio Nobel per la letteratura)
Franca Rame (attrice teatrale)
Stefano Bollani (musicista)
Bruno Pizzul (giornalista sportivo)
Bruno Bosco (economista Università Bicocca)
Daniele Checchi (economista Università Statale)
Franco Scarpelli (giuslavorista)
Piero Bassetti (presidente Globus et Locus)
Daniele Biacchessi (scrittore e autore di teatro civile)
Bice Biagi (giornalista)
Piero Colaprico (giornalista e scrittore)
Antonio Pizzinato (presidente Anpi Lombardia)
Moni Ovadia (autore teatrale)
Ottavia Piccolo (attrice teatrale)
Letizia Gonzales (presidente Ordine giornalisti Lombardia)
Luigi Pagano (provveditore alle carceri lombarde)
Dori Ghezzi (musicista)
Alessandra Kustermann (medico)
Cristina Cattaneo (medico legale)
Piero Modiano (presidente Nomisma)
Nando Dalla Chiesa (docente Università Statale)
Don Virginio Colmegna (presidente Casa della Carità)
Lella Costa (attrice teatrale)
Enrico Bertolino (conduttore televisivo)
Gianni Barbacetto  (giornalista e scrittore)
Benedetta Tobagi (scrittrice e conduttrice radiofonica)
Giuseppe Turani (giornalista)
Mario Fezzi (avvocato)
Armando Spataro  (magistrato)
Alberto Martinelli ( docente universitario)
Susanna Mantovani ( prorettore Università Milano Bicocca)
Loris Mazzetti (scrittore e regista)
Eugenio Finardi (musicista)
Umberto Veronesi (medico e presidente Ieo)
Gianni Bottalico (presidente Acli Milano - Monza Brianza)
Roberto Vecchioni (musicista)
Daria Colombo (giornalista e scrittrice)
Gianni Cervetti (presidente Fondazione Orchestra Verdi)
Gigi Pizzi (medico e vicepresidente Azione Cattolica Ambrosiana)
Elio De Capitani (direttore Teatro dell’Elfo)
Andrea Sironi (docente Università Bocconi)
Gabriele Porro (giornalista)
Benedetta Barzini (giornalista)
Debora Villa (attrice)
Ida Regalia (sociologa Università Statale)
Corrado Stajano (giornalista e scrittore)
Bruno Ambrosi (giornalista)
Don Gino Rigoldi (cappellano carcere minorile Beccaria)
Francesca Zajczyk (sociologa Università Bicocca)
Sergio Escobar (direttore Piccolo Teatro Milano)
Patrizia Spadin (presidente Aima - associazione malattia di Alzheimer)

Ecco, di seguito, il testo integrale:
«Vogliamo un servizio pubblico radiotelevisivo che:
• garantisca il diritto fondamentale all'informazione e alla cultura, che persegua gli interessi dell'intera collettività, e non quelli di una parte;
• parli di un'Italia vera, fatta di uomini e donne che ogni giorno si impegnino nella famiglia, nel lavoro, nella scuola; che racconti i fatti senza enfatizzarli e non dia spazio alla morbosità di chi sta seduto a guardare;
• creda nell'intelligenza del pubblico, nella sua capacità di riconoscere e premiare sempre la qualità di ciò che viene offerto;
• abbia lo sguardo aperto sul mondo e una conoscenza approfondita dell'Italia delle regioni e delle città; che sappia cogliere e interpretare i segnali del cambiamento e farsi carico dei problemi della convivenza e dell'integrazione;
• dia strumenti per comprendere e non abbia mai paura di mettere a confronto idee e valori; che favorisca il dialogo tra le generazioni;
• sia fondato su una legge che nella scelta dei vertici dell'azienda dia più spazio alla società civile e impedisca le spartizioni dei partiti;
• abbia giornalisti, autori, programmisti «con la schiena dritta», che raccontino i fatti con parole proprie, mai sotto dettatura di altri, consapevoli di dover rendere conto a tutti, oltre che alla propria coscienza;
• sappia sviluppare modelli editoriali originali e propri, senza inseguire le logiche della Tv commerciale; sia laboratorio di sperimentazione e di innovazione nelle nuove e diverse forme di comunicazione.
Un servizio pubblico gestito senza sprechi, che possa contare su risorse certe e adeguate ai compiti che deve assolvere».
Le adesioni si raccolgono sul sito http://www.riprendiamocilarai.it/
In programma iniziative pubbliche nelle principali città italiane. A Milano s'è già svolta un'assemblea al Circolo della Stampa mercoledì 30 novembre. Al Maschio Angioino di Napoli l'incontro è programmato per martedì 7 dicembre alle 10.30. A Torino l'assemblea si svolgerà lunedì 12 dicembre nell'Aula Magna del Politecnico alle 21.
■ (martedì 1 dicembre 2011)


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