Buon 2012 alle donne afghane

Buon 2012 a tutti. E buon anno alle donne afghane. Ad una in particolare, della provincia di Ghazni: la signora (i dettagli non sono ancora noti) che ha tagliato il pene al suocero. Il marito era assente e lui aveva pensato di farne le veci anche a letto, costringendola a un rapporto sessuale. È finita col suocero in ospedale, senza più «l'attrezzo» dell'aggressione. Reciso da un coltello, ha raccontato il medico che gli ha prestato soccorso prima di spedirlo a un ospedale di Kabul [nella foto in basso il minareto di Ghazni].

File:Ghazni-Minaret.jpgFin qui la buona notizia. Quella cattiva è che l'87% delle donne afghane ha dichiarato di aver subìto violenze fisiche, sessuali o psicologiche, o di essere state costrette a matrimoni combinati. Lo afferma un rapporto Oxfam (una confederazione di 14 organizzazioni che lavorano con oltre 3000 partner locali in 99 paesi per combattere povertà e ingiustizia), pubblicato nell'ottobre scorso.
Un quadro in movimento, c'è da sperare. Le ragazze afghane che frequentano oggi la scuola sono circa due milioni e mezzo, contro le cinquemila registrate nel 2001, subito dopo la cacciata del regime talebano. Un incremento di 500 volte in dieci anni, fra innumerevoli ostacoli: bassa qualità dell'insegnamento, pessime condizioni delle strutture scolastiche e frequenze saltuarie delle ragazze iscritte. Il risultato è che alle scuole secondarie arriva solo il 20% e alle superiori appena il 5% di chi aveva cominciato ad andare a scuola.
Passi lentissimi, dunque, ma nella direzione giusta. Comunque sia, auguri a tutte. In particolare a lei, l'eroina delle donne violate: avrà ricevuto, al ritorno, la solidarietà del marito?

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