Con la spinta di mammà



▇ Non se ne può più. Gli sberloni quotidiani dei ministri professori ai figli non loro hanno superato il segno. Aveva cominciato la buonanima di Padoa Schioppa nel 2007 col celeberrimo epiteto di «bamboccioni» appioppato ai nostri trentenni. Siamo arrivati l'altro ieri alla tirata d'orecchi del prefetto Cancellieri, pro tempore al ministero dell'Interno, con la denuncia «del posto fisso nella stessa città di mamma e papà» preteso dai figli (altrui). In mezzo, il premier Monti, con la «noia del posto fisso», e la professoressa Fornero, fustigatrice, dal ministero del Lavoro, di pensionati giovanili e cassintegrati incalliti: «il compito di questo governo è togliere dalla testa l'idea del posto fisso, un'illusione che non si può dare», ha affermato chiara e netta. E noi, ingenui, a pensare che il compito di un governo fosse quello — semmai — di creare lavoro, per quanto possibile, in un paese che ha un terzo dei propri giovani senza alcun posto, né fisso né mobile.
Da che pulpito viene la predica? Ecco la ricostruzione di tre ritratti esemplari dei «figli di», così come l'ha messa online Massimo Malerba su "Il Post Viola".
«Giovanni Monti, figlio di Mario, 39 anni. A poco più di 20 anni è già associato per gli investimenti bancari per la Goldman Sachs, la più potente banca d'affari americana, la stessa in cui il padre Mario ricopre il ruolo apicale di International Advisor. A 25 anni è già consulente di direzione da Bain & company, dove rimane fino al 2001. Dal 2004 al 2009, vale a dire fino al sua approdo alla Parmalat, Giovanni Monti ha lavorato prima a Citygroup e poi a Morgan & Stanley: a Citygroup è stato responsabile di acquisizioni e disinvestimenti per alcune divisioni del gruppo, mentre alla Morgan si è occupato in particolare di transazioni economico-finanziarie sui mercati di Europa, Medio Oriente e Africa, alle dipendenze dirette degli uffici centrali di New York.
Silvia Deaglio, figlia di Elsa Fornero, 37 anni. A soli 24 anni, mentre già svolgeva un dottorato in Italia, ottiene un incarico presso il Beth Israel Deaconess Medical Center di Harward, il prestigioso college di Boston. La figlia del ministro inizia ad insegnare medicina a soli 30 anni. Diventa associata all'università di Torino a 37 anni, con sei anni d'anticipo rispetto alla media di accesso a questo ruolo. Il concorso lo vince a Chieti, nel 2010, nella facoltà di Psicologia, prima di essere chiamata a Torino dove insegnano mamma Elsa e papà Mario, nell'ottobre 2011. Alla professoressa Deaglio ha certamente giovato nella valutazione comparativa il ruolo di capo di unità di ricerca all'Hugef, ottenuto nel settembre 2010 quando era ancora al gradino più basso della carriera, e a ridosso dell'ultima riunione della commissione di esame [presieduta dal professor Alberto Piazza] che l'ha nominata docente di seconda fascia. L'Hugef è finanziato dalla Compagnia di San Paolo, all'epoca vicepresieduta da mamma Elsa Fornero.
Piergiorgio Peluso, figlio di Annamaria Cancellieri. Appena laureato viene catapultato subito all'Arthur Andersen. Un fenomeno della natura. Da lì balza a Mediobanca. Passa poi per diversi enti e dirigenze bancarie tra cui Aeroporti di Roma (consigliere d'amministrazione), Gemina (consigliere), Capitalia, Credit Suisse, First Boston e Unicredit, per finire, poco tempo fa, alla Fondiaria Sai dove ricopre il ruolo di direttore generale con compenso da 500mila euro».
C'è da aggiungere altro? Sì, le ricette spacciate per nuove e moderne — destinate ai figli degli altri — sono state già somministrate da vent'anni in qua. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Tranne che dei nostri implacabili Savonarola in cattedra. D'altra parte, c'è da capirli, con tutti i geni che si ritrovano in casa: cosa ne sanno loro degli «sfigati»?

Link
http://violapost.wordpress.com/2012/02/08/elsa-silvia-e-lo-strano-caso-del-professor-piazza/

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