Fuggitivi con la cassa

«Avevo bisogno di soldi e li ho presi dalla cassa»: così Luigi Lusi
Mi sono stropicciato gli occhi e l'ho riletto una seconda volta. Poi una terza. Vi prego, rileggetelo con me. E toglietemi il dubbio: «La cassa serve a pagare le tessere, a pagare i convegni del segretario, e sostenere le campagne elettorali della cordata del segretario. I soldi in genere i partiti li spendono così». Ho capito bene? Avete capito anche voi la stessa cosa? «La cassa serve a pagare le tessere». «A pagare».
A parlare così, con le virgolette, è una «persona informata sui fatti», l'ex direttore del "Secolo d'Italia", Flavia Perina. E il contesto di cui parla è il «furto» di 13 milioni di euro dalla cassa della Margherita, scoperto in questi giorni. Un partito che non c'è più da quattro anni, che ha continuato a ricevere soldi pubblici (i nostri soldi), e li ha affidati a un senatore oggi del Pd, Luigi Lusi, che s'è comprato case di lusso a Roma e casette in Canada.
Tutto molto sconcertante. A sconcertarmi ancor più, non so voi, sono quelle quattro parole: «a pagare le tessere». Pensavo — l'ho pensato per una vita — che le tessere servissero «a finanziare» un partito, non «a comprarselo». I partiti che ho frequentato da giovane, intendo. Per i quali ho simpatizzato o votato dopo. Conoscevo anch'io — per averla combattuta, nel mio piccolo, coi mezzi del tempo — la degenerazione della partitocrazia della Prima Repubblica, e le cosiddette «truppe mastellate» (i fan di Mastella portati in pulman a votare ai congressi Dc con le tessere prepagate). Metodi estesi a man bassa, persino nell'ultimo congresso dei Verdi, qualche giorno fa, stando alle denunce degli avversari dell'ex leader Pecoraro Scanio, che lo accusano da tempo di un vizietto così.
Tutto maledettamente vero. Ma non viene il vomito anche a voi a vedere questo fango limaccioso invadere le istituzioni, e quindi la nostra democrazia, la nostra vita? Le derive populistiche e demagogiche nascono anche così, osservando, allibiti, tanto squallore. Anche queste infamie dovremo addebitare a un ceto politico disastroso, fuggitivo da tutte le proprie responsabilità. Prima lo facciamo, meglio è.


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