Figli e figliastri d'Italia

Chi dirige i più grandi musei nazionali guadagna meno di 2000 euro al mese, un quarto di un commesso della Camera o del Senato

▇ Che paese è diventata l'Italia d'oggi se un commesso di Palazzo Madama guadagna quattro volte in più del direttore degli Uffizi? Portare bigliettini e bicchieri d'acqua tra uno scranno e l'altro, spostare la seggiola di Schifani, o separare i senatori maneschi, è ben più rilevante, evidentemente, che dirigere il museo con l'Annunciazione di Leonardo da Vinci, la Maestà di Santa Trinità del Cimabue o la Maestà di Ognissanti di Giotto, faceva notare — onore al merito — Gian Antonio Stella venerdì 9 marzo.
E non è l'unica aberrazione portata alla ribalta sulle pagine del Corriere della Sera. La stessa umiliazione di Antonio Natali devono subirla il direttore della Galleria Borghese o della Galleria nazionale d'Arte antica di Palazzo Barberini. E così tutti gli altri dirigenti del sistema museale italiano con contratto pubblico.
«Perché l'ex segretario generale del Senato riceve 519.015 euro lorde di pensione all'anno e chi porta il peso di custodire e valorizzare la Fornarina di Raffaello, il ritratto di Beatrice Cenci di Guido Reni e quello di Enrico VIII di Hans Holbein e Giuditta che taglia la testa ad Oloferne di Caravaggio porta a casa 35.535 euro (cioè 16 volte di meno: sedici volte!)?», osserva Stella, dando voce alla lettera aperta sottoscritta dai direttori di alcuni dei più importanti musei italiani (e quindi del mondo).
In nome della trasparenza tanto cara al premier Monti, Natali e colleghi hanno reso pubblici i loro stipendi, col testo che riporto di seguito. Quando sapremo indignarci contro situazioni tanto avvilenti? Siamo davvero certi che «il guadagno misura il merito», come predicano quotidianamente i liberisti di casa nostra?
_____

Lettera aperta
«Tra tanti che sentono il dovere della trasparenza a proposito dei propri redditi, vogliamo ora proporci anche noi, archeologi, storici dell'arte, architetti, archivisti, bibliotecari, funzionari con compiti complessi che spaziano dalla gestione del personale al fund raising, alla direzione di musei, fino a incarcichi altamente specialistici come la cura di mostre, grandi restauri o la redazione di pubblicazioni scientifiche. Nonostante queste responsabiltà, non raggiungiamo i duemila euro al mese; ed è lo stipendio vero, che non prevede nessuna indennità, nesssun altro tipo di compensazione. A noi il merito quindi di bilanciare la media europea contro l'eccesso di compensi dei parlamentari, dei manager di Stato e non, di professori universitari. Nel nostro caso gli stipendi si collocano molto ad di sotto.
Un bel giorno, ormai alcuni anni fa, la riforma Bassanini stabilì fortissimi aumenti di stipendio solo per i dirigenti del ministero dei Beni culturali con contratti di tipo privatistico, allargando a dismisura la differenza tra i prescelti e non, con una conseguente e inevitabile soggezione dei primi nei confronti della politica. Saremmo curiosi di sapere come ci apostroferebbe il giornalista Vittorio Feltri che nel corso di una trasmissione televisiva definiva "scherzosamente" barboni i parlamentari per i loro compensi, in fondo di modesta entità se confrontati a tanti altri. E vorremmo anche sapere cosa pensano il presidente del Consiglio Monti e il ministro Severino che con rigore ritengono il denaro il giusto compenso al merito.
I nostri meriti spiace dircelo da soli sono elencati in densi curricula e in un'altissima specializzazione che ci viene a parole continuamente riconosciuta. Ma allora come la mettiamo visto che anche il nostro ministero, pur avendone la possibilità, non ci ha riconosciuto nessuna progressione dimostrando così di non conoscerci e chiedendoci, ancor oggi, la fotocopia del diploma di laurea e di perfezionamento?».
In calce la firma, fra gli altri, di:
Anna Lo Bianco, direttore Galleria nazionale d'Arte antica di Palazzo Barberini
Maria Grazia Bernardini, direttore Museo di Castel Sant'Angelo
Anna Coliva, direttore della Galleria Borghese
Antonio Natali, direttore Galleria degli Uffizi
Andreina Draghi, direttore Museo di Palazzo di Venezia
Serena Dainotto, direttore Biblioteca dell'Archivio di Stato di Roma
■ (lunedì 10 marzo 2012)


Nessun commento:

Posta un commento