«Liberi da morire»


Le voci della Resistenza nelle parole dei condannati a morte, rilette da venti attori ed attrici della scena teatrale e cinematografica italiana di oggi

Il 25 aprile del 1945 l'Italia riconquistava la libertà perduta col fascismo e l'occupazione nazista, a cui aveva aperto le porte due anni prima Mussolini con la Repubblica di Salò a fianco di Hitler. Fu pagato un prezzo altissimo da tutto il popolo italiano, in prima fila i partigiani che liberarono valli e città, armi in pugno, a fianco degli alleati anglo-americani che risalirono tutta la Penisola sconfiggendo l'esercito del Terzo Reich.
Nelle lettere dei condannati a morte della Resistenza risuona ancor oggi la forza morale, la fede nella libertà e il sacrificio estremo di tanti uomini e donne offerti come contributo alla dignità e alla speranza del nostro paese. Nel 67° anniversario della Liberazione, per iniziativa del suo direttore Marino Sinibaldi, Rai Radio3 ha affidato una ventina di questi testi ad alcuni fra i più importanti protagonisti della scena teatrale e cinematografica italiana. Attraverso la loro voce rivivono le ultime ore di alcuni fra i tanti martiri della libertà, esempio imperituro di impegno morale e civile per tutti.
Onoriamo la loro memoria ascoltando le loro parole, attraverso il link alla pagina di Rai Radio3 che, dalle 6 di stamane, le mette in onda per tutto il giorno:
Liberi da morire, le voci della Resistenza
■ (mercoledì 25 aprile 2012)


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