«Facciamolo!»


Un appello «gentile e ad alta voce»: «Non travolgiamo la speranza del cambiamento con interessi di partito, calcoli di vertice e chiusure settarie»

 Continua la mobilitazione per non disperdere le opportunità scaturite dalle elezioni del 24-25 febbraio. L'appello di sabato 9 marzo lanciato da sei intellettuali (primi firmatari Remo Bodei e Roberta De Monticelli) ha superato le 50 mila firme. Al suo lancio Beppe Grillo ha ipotizzato la longa manus del Pd dietro le loro firme, reagendo con uno sberleffo sprezzante: dettato, a me pare, più da timore che da forza nel far pesare i suoi tanti buoni argomenti. Il rapporto "organico" tra partito e intellettuali, poi, esiste ancora forse soltanto in qualche allucinato settarismo.
Di seguito, un altro appello pubblicato sempre da Repubblica il giorno dopo (primi firmatari Michele Serra e Roberto Benigni). È rivolto alle forze del cambiamento, quindi anche al Pd. Lo faccio ancora mio (chiedendo, di nuovo, per quanto mi riguarda, perché Bersani s'intestardisca ancora a battere una strada senza sbocco). E lo segnalo alla vostra partecipe attenzione. L'esercizio della cittadinanza si pratica ogni giorno, in tanti modi. Anche attorno a un appello. I rappresentanti del popolo sovrano (quelli datati e anche i nuovissimi) non devono rispondere solo ai loro capi, una volta varcati i portoni del parlamento. Stiamo parlando del nostro futuro. Almeno questo non possono sequestrarcelo. — (i.s.)
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Mai, dal dopoguerra a oggi, il Parlamento italiano è stato così profondamente rinnovato dal voto popolare. Per la prima volta i giovani e le donne sono parte cospicua delle due Camere. Per la prima volta ci sono i numeri per dare corpo a un cambiamento sempre invocato, mai realizzato. Sarebbe grave e triste che questa occasione venisse tradita, soprattutto in presenza di una crisi economica e sociale gravissima.
Noi chiediamo, nel nome della volontà popolare sortita dal voto del 24-25 febbraio, che questa speranza di cambiamento non venga travolta da interessi di partito, calcoli di vertice, chiusure settarie, diffidenze, personalismi. Lo chiediamo gentilmente, ma ad alta voce, senza avere alcun titolo istituzionale o politico per farlo, ma nella coscienza di interpretare il pensiero e le aspettative di una maggioranza vera, reale di italiani. Questa maggioranza, fatta di cittadine e cittadini elettori che vogliono voltare pagina dopo vent'anni di scandali, di malapolitica, di sperperi, di prepotenze, di illegalità, di discredito dell'Italia nel mondo, chiede ai suoi rappresentanti eletti in Parlamento, ai loro leader e ai loro portavoce, di impegnarsi fino allo stremo per riuscire a dare una fisionomia politica, dunque un governo di alto profilo, alle speranze di cambiamento.

Michele Serra
Roberto Benigni
don Luigi Ciotti
Oscar Farinetti
don Andrea Gallo
Lorenzo Jovanotti
Carlo Petrini
Roberto Saviano
Salvatore Settis
Barbara Spinelli

(lunedì 11 marzo 2013)
[credit, foto Ansa]

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