Riparte la febbre del ghiacciaio

Mezzo milione di tonnellate di ghiaccio incombono sulla Val Ferret in Valle d’Aosta. Con le temperature e la velocità attuali il Planpincieux rischia di collassare in tre giorni


▇ S’alza di nuovo la febbre del ghiacciaio di Planpincieux. Chiusa al transito la Val Ferret alle spalle di Courmayeur, evacuati residenti e turisti, dalle 11 di stamattina. In movimento alla velocità di un metro al giorno,  la massa di ghiaccio ha raggiunto il mezzo milione di tonnellate, il doppio del peso della valanga che si staccò da Rigopiano il 18 gennaio del 2017. La causa è il costante aumento delle temperature, anche notturne, al di sopra delle medie storiche stagionali. Per i glaciologi della Fondazione Montagna Sicura, al ritmo attuale il ghiacciaio rischia di collassare in tre giorni. Un effetto della crisi climatica sempre più lampante. Come dimostra anche il distacco di una frana sul versante italiano del Cervino, sei giorni fa, per lo scioglimento del permafrost alpino, il ghiaccio che si forma nelle crepe della roccia e l’ha tenuta insieme per millenni.

Nel link il capitolo “La febbre del ghiacciaio” di Planpincieux tratto dal mio documentario per Speciale Tg1 La spirale del clima con Luca Mercalli. Un lungo reportage di 64 minuti trasmesso dalla rete ammiraglia della Rai domenica 12 luglio a una platea di pubblico superiore ai due milioni e mezzo di telespettatori, nonostante l’ora tarda della messa in onda.

Buona visione a chi non l’ha visto a luglio o vuole rivederlo ora, grazie al lavoro − generosamente accurato − della sezione senese di Italia Nostra.

■ (giovedì 6 agosto 2020)